Qual'è la strada per la sinistra?

Sto seguendo in questi giorni il dibattito dentro Rifondazione con la presentazione delle mozioni congressuali e mi prende un grosso senso di tristezza. Mi sembra di tornare indietro nel tempo, mi sembra di rivedere un film già visto. Tutte le vecchie separazioni riaffiorano (le 5 mozioni presentate le potete trovare qui): da una parte, Democrazia proletaria, la posizione cossutiana nel Pci, Mls (movimento lavoratori per il socialismo) e più chi ne ha più ne metta; dall'altra la posizione ingraiana nel Pci e quella dei socialisti lombardiani, tutte posizioni politiche importanti ma veramente fuori dai tempi. Un distinguo però secondo me si può fare: nella mozione il cui primo firmatario è Vendola trovo la consapevolezza di andare avanti e di rischiare, sapendo che il percorso dell'innovazione è fatto anche di sconfitte e di stop ma è l'unico in grado di ricreare slancio e una sinistra in grado di stare dentro ai movimenti e nello stesso tempo assumersi responsabilità di governo. La sfida non semplice sta tutta lì, o si è in grado di fare questo e bisogna realmente cambiare e portare avanti dei programmi alternativi, oppure dietro l'angolo c'è l'orticello da coltivare. Secondo me c'è la necessità di superare i nostri steccati perchè la situazione che ci circonda è preoccupante.
Sono di parte, a me Vendola è sempre piaciuto e mi piace anche in questa lettera che scrive a Paolo Ferrero e Claudio Grassi.
Che ne pensate?



Lettera aperta a Ferrero e Grassi sul partito e sul dolore

Caro Paolo Ferrero, caro Claudio Grassi,
vi scrivo pubblicamente perché sento che la nostra vicenda politica sta per toccare un punto di non ritorno. La discussione congressuale è diventata un'arena per gladiatori, con un livello bassissimo di analisi e approfondimento e, viceversa, con un tasso crescente di "militarizzazione" del partito. Un minuto dopo la sconfitta elettorale mi ero permesso di chiedere a tutta la nostra comunità, così dolorosamente ferita, di non imboccare l'abbrivio della ricerca dei "colpevoli" o delle rese dei conti interne ai gruppi dirigenti. Siamo tutte e tutti sconfitti e tutte e tutti bisognosi di capire le ragioni profonde della nostra marginalità, e dunque bisognosi di ritrovare quelle passioni forti che ci danno il fiato e il coraggio per rimetterci in cammino. Invece si è scelto il peggio: giudizi sommari e offese personali hanno guadagnato la scena pubblica, i sentimenti si sono stravolti in risentimenti, la cultura del sospetto invade i blog e rompe relazioni politiche e anche antichi rapporti umani. Che tristezza! Siamo finiti in questo copione grottesco, una lunga estenuante rissa dopo una drammatica sconfitta. E io sono un target facile per campagne, anche diffamatorie, più adatte a "Libero" che non a "Liberazione". Davvero io voglio sciogliere il partito? O voglio portarlo, udite udite, nelPd? O voglio piegarlo al mio "leaderismo poetico"? O voglio gonfiare il tesseramento? O voglio portarlo su posizioni clericali? O voglio sostituire la mummia di Lenin con quella di Padre Pio? O voglio la Tav? E domani cosa si dirà, che la mia candidatura è un imbroglio (già detto), anzi è una insidia della stampa borghese (già detto), anzi è un epifenomeno di veltronismo (già detto). Se continua così non c'è alcun rischio di scioglimento del partito. Perché ci accorgeremo che nella foga congressuale lo avremo già strozzato, questo povero partito. Perché ognuno di noi si sentirà già sciolto: nell'acido di una polemica cattiva e insensata.
Caro Paolo e caro Claudio, non ho mai avuto una tale concentrazione di dolori (privati e pubblici insieme) come in questi durissimi mesi. Sono stato assediato da fatti di morte e di malattia che, per così dire, hanno accompagnato la scossa violenta del 14 aprile. Mi sono sentito scorticato vivo e ho pensato che ci saremmo presi cura gli uni degli altri, come si fa in una comunità solidale nella quale le differenze sono ricchezza e non minaccia. Ma le cose che leggo, quelle che ascolto, sono di una tale violenza, che mi sta passando come una nuvola nera in testa: un genere speciale di dolore, direi uno svuotamento di senso, come un lento soffocamento. Se mi guardo attorno, se vedo i giorni e le notti di quest'Italia ridisegnata e "significata" dalle destre governanti, se annuso la puzza di bruciato di tutte le pulizie para-fasciste che spazzolano il Paese, allora capisco l'urgenza di rimettere insieme un argine democratico,una difesa civile e culturale, una rete di soggetti che non si piegano al nuovo conformismo autoritario. Vedo il lavoro necessario a cui dovrebbe dedicarsi Rifondazione comunista. Questo partito io, fin dalle origini, ho contribuito a costruirlo: nelle strade polverose prima che nelle istituzioni. Io pensavo fosse giusto e cruciale portarlo ad un cimento assai alto: quello di mettere in campo un processo costituente che ricostruisse il vasto campo della sinistra. Altro che scioglierlo, piuttosto farlo vivere come strumento efficace, socialmente utile, per le giovani generazioni, per il lavoro frammentato e abbandonato alla solitudine del mercato mondializzato, per le diversità che chiedono diritti e la luce del sole, per un altro modello di sviluppo. Sulle tracce di quell'altro mondo possibile che abbiamo prefigurato e desiderato, ed eravamo moltitudini immense, a Genova. Volevo fare un Congresso su queste cose. Non voglio passare il mio tempo a difendermi da livide fantasie. Anzi, vi dico che non mi difenderò: anche perché sono un comunista di lungo corso, forse antico, ma se sento il profumo dell'odio non respiro forte, non mi inebrio, non mi rinvigorisco.
Semplicemente, io mi spezzo.

Nichi Vendola

9 commenti:

l'incarcerato ha detto...

Devo ammettere che la lettera di vendola mi ha quasi commosso. Io non sto seguendo le controversie che ci sono all'interno di Rifondazione ma già che ci sono litigi interni questo è un male!

Pike ha detto...

A me Vendola, non dispiace.

Meglio lui del sinistvo al cachemive Bevtinotti.

Saluti ( romani )

guccia ha detto...

Ho rinnovato la tessera anche quest'anno per poter votare. Ma non ho ancora del tutto chiara la situazione. Vengo dalla seconda mozione di una volta, quella di essere comunisti. Di certo quello che dice Vendola nei confronti della necessità di ricostruire un muro democratico (e resistente) a questa deriva è molto saggio.
Speriamo di non continuare per sempre ad annientarci a vicenda.
Rifondazione era una speranza e una difesa, conto che torni ad esserlo.

il Russo ha detto...

Considerandomi libero battitore sto seguendo il tutto e, avendo conoscenti della corrente Ferrero e amici che appoggiano Vendola mi spiace parteggiare per l'uno o per l'altro, nel caso avessi potere di veto io le logiche che hanno mosso sin qua Ferrero me lo farebbero bocciare a vantaggio di un Vendola che riesce a ispirarmi molta più fiducia come uomo in sè ancor prima che uomo di sinistra, ma la strada da qua a st'estate é ancora lunga...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Mi dispiace non essere d'accordo con le vostre opinioni. Sto seguendo da vicino la fase congressuale, e mi pare che entrambe le mozioni non mettano in discussione l'errore principale fatto nella passata legislatura e non solo. Il problema è che il Pd, non può essere considerato una forza a noi alleata, in quanto i valori di riferimento e la pratica politica tra il nostro schieramento, che vuole un' alternativa a questo sistema ingiusto e il PD, sono ormai lontani se non addirittura alternativi. Alla fine Vendola, nonostante le sue indiscusse qualità umane e politiche, non risolve il problema fondamentale che attanaglia oggi rifondazione: costruire un partito comunista veramente autonomo e radicato nel territorio, che sappia come sempre aprirsi ai movimenti e alle esigenze socialii, senza disperdere però, il patrimonio culturale e politico, costruito a costo di dure lotte.

Fiordaliso ha detto...

@ schiavi o liberi?
Purtroppo non si può non dialogare con il PD. In molte amministrazioni locali siamo alleati e stiamo anche facendo un buon lavoro. Il punto è che dobbiamo essere capaci di porci difronte al PD in maniera unitaria e forte e con una identità chiara.
L'importante ore è costruire e non distruggere.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Cara amica, compagna, fiordaliso. Io non voglio assolutamente distruggere. Non voglio però nemmeno, costruire sugli stessi errori del passato. Quello che dici è vero, in molte amministrazioni locali siamo alleati ma ti faccio un esempio: in Piemonte siamo alleati con la Bresso, la quale è a favore della Tav, e poi andiamo a manifestare con i no TAV. Ti sembra coerente questo? In questa campagna elettorale, vissuta da me con modesta partecipazione, ho fatto fatica a dire che eravamo contro la guerra dopo aver votato i rifinanziamenti per l'Afghanistan. La vicenda Turigliatto ancora langue. Andare con loro, vuol dire dargli solo i nostri voti per vincere. Lo abbiamo visto nella passata legislatura, quando hanno fatto sfregio del programma da tutti condiviso. Io voglio essere una reale alternativa a questa società sempre più violenta e spogliata di sentimenti, e non, una zona grigia sulla quale possano poggiare interessi egoistici e utili solo a perpetuare l'attuale stato di cose.
Dopo di che, il nostro è solo un confronto sempre nel rispetto delle reciproche idee.Ciao

Fiordaliso ha detto...

Si può essere alleati di qualcuno e non condividerne tutte le scelte. Il problema è essere una forza in grado di influire su quelle scelte e non di subirle.
Comunque non credo che sia questa la decisione che siamo chiamati a prendere in questo momento. Non dobbiamo permettere al PD di rovinarci ancora. Non dobbiamo permettere che il PD influisca sulle nostre scelte identitarie. E' un errore che abbiamo già fatto e l'abbiamo pagato caro.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Scusa dopo non ti disturbo più. La cosa mi appassiona. Io credo che se vogliamo fare scelte in base alla nostra identità, dobbiamo abbandonare l' idea del Pd. In questi due anni con la scusa dell'allenza ci abbiamo rimesso solo noi e quel 3,2%, che poi per rifondazione sarà 1,7%, è frutto di tutto ciò. In nome di un vincolo, abbiamo votato cose che fanno rivoltare i comunisti nella tomba. Esempio: Con i salari che languono, abbiamo approvato il cuneo fiscale contenente 5 miliardi di euro a favore di banche, assicurazioni e imprese. Dopo in democrazia ognuno è libero di pensare come vuole. Ciao scusa se mi sono dilungato troppo.