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Contratto a tempo indeterminato!!

Finalmente la tanto desiderata firma su un contratto a tempo indeterminato e quale posto migliore di questo blog per festeggiare questo momento...
La sensazione che sto provando è piuttosto strana. Vorrei dire che sto provando una grande gioia ma non è proprio così.
Mi torna in mente un post di qualche tempo fa quando ho dovuto abbandonare il mio caro vecchio lavoro per cercare una nuova nuova strada e una nuova prospettiva. Quella rabbia c'è ancora in fondo in fondo al mio cuore ma si mischia con la rabbia di tanti della mia generazione e ora vorrebbe trovare in qualche modo sfogo.

Le emozioni

Quando ero ragazzina tenevo un diario.
Succedeva che mi trovassi a scriverci tutti i giorni, anche più volte al giorno o che passassero mesi senza che lo aprissi. E' un po' quello che faccio con questo blog.
Quando ero ragazzina scrivevo dei miei amori, delle mie crisi, delle mie conquiste, ora vengo a raccontare quello che sono diventata, quello che provo. Insomma in realtà sono sempre le emozioni che mi portano a scrivere e che mi fanno vivere.
A volte mi dico che le emozioni possono trarre in inganno e portare a fare cose non del tutto sagge ma è così bello emozionarsi, è così bello dire e fare ciò che si sente che preferisco sbagliare per eccesso di emozioni che per paura di emozionarmi.
Una bella emozione è stata senz'altro la vittoria di Nichi Vendola alle primarie in Puglia. Mi sembra già di sentire un coro di uomini (e spesso anche donne) seriosi (e tanto noiosi!)che mi dice che che sbaglio, che Vendola "me sta a frega'" e che bisogna ragionare e costruire una sinistra senza bisogno di personalismi ma io non ho paura del personalismo quando la persona è Nichi Vendola e soprattutto mi sono stufata di sentire sempre gli stessi discorsi e le stesse paure e di non vedere mai un fatto che li supporti. Preferisco affrontare una delusione che non aver mai creduto.


Chi mi ha un po' seguito su questo blog sa che questa mia passione per Vendola non nasce dall'entusiasmo degli ultimi accadimenti. Sa che so essere molto razionale e che so quali sono le questioni da affrontare.
Vedo una sola strada che spero vada molto lontano.
Per come sta governando la Puglia e per quello che riesce a smuovere con le sue parole: IO STO CON NICHI VENDOLA.

Sulla nostra pelle!

ECONOMIA

Il ministro dell'Economia 'abbandona' il modello americano
"La mobilità fu imposta dalla globalizzazione, ma da noi non va bene"



Caro Tremonti, cari tutti voi,
di destra e di sinistra, che in questi anni avete teorizzato quanto la mobilità fosse importante per lo sviluppo delle imprese e per combattere la disoccupazione vorrei proprio ringraziarvi.
Sono anni che mi sento dire che non ho il giusto atteggiamento, che la precarietà è libertà e quindi continua crescita, che il posto fisso non esiste più e che sono io ad essere stata educata male. Sono anni che cerco di trovare un po' di stabilità in questa palude, ho dovuto rinunciare a fare il lavoro che amavo, sono arrivata a 37 anni senza aver avuto la forza di crearmi una famiglia e senza sapere cosa sarà di me alla scadenza del contratto e ora Tremonti che mi dice???
Una sola risposta mi viene dal cuore:

ANDATE TUTTI A QUEL PAESE!!!!!


Buongiorno!

Questa mattina mi sono svegliata e ho pensato al mio blog abbandonato lì da solo dopo avermi fatto compagnia quando mi sentivo sola e senza via di uscita.
Ultimamente non mi va di parlare di politica perché sto cercando di non deprimermi e di non incavolarmi troppo, la mia vita privata sembra scorrere tranquillamente e allora... allora il mio blog rimane lì e, quando mi collego ad internet, lo faccio per "cazzeggiare" un po' su facebook, fare qualche giochetto, parlare con qualche amico.
E' strano come le cose in realtà spesso non sono come sembrano.
Se avessi un diario, e forse questo un po' lo è visto che ormai lo leggo solo io, ci scriverei che per essere felici non basta che sia tutto a posto, felici bisogna nascerci. E' una stupidaggine? Può darsi.
Tutti mi dicono che sembro una persona serena, che metto le persone a proprio agio e addirittura qualcuno sostiene che la mia presenza abbia poteri terapeutici per chi soffre di attacchi di panico e nevrosi varie e si stupiscono quando, conoscendomi meglio, scoprono che sono una ansiosa e anche ipocondriaca... Dalla vita non si può avere tutto ma forse preferirei riuscire a stare più serena da sola e magari risultare meno solare in mezzo agli altri. Forse uno strizzacervelli mi potrebbe aiutare ma ho scoperto andando avanti negli anni di essere anche mostruosamente pigra specialmente quando ci sono di mezzo i dottori.
Insomma dopo questa piccola seduta di psicoanalisi mattutina forse è ora di attivarsi.
Fuori c'è il sole e l'aria è frizzantina: sarebbe stata un bella giornata per la manifestazione a Roma per la libertà di informazione!!!

Una bellissima giornata di sole!

Un amico mi ha fatto notare che manco da troppo tempo da questo blog e credo che abbia ragione e così sono tornata per farvi sapere come sto impegnando il mio tempo e come lo impegnerò almeno fino al 7 Giugno.


Quella del 16 Maggio è stata sicuramente una giornata faticosa ma è riuscita nel migliore dei modi.

Il pranzo, al quale hanno partecipato più di cento persone, è stato un bel momento di incontro e di socializzazione. Questa nuova sinistra è fatta da percorsi diversi che finalmente si incrociano, è fatta di persone che si ritrovano dopo aver fatto in passato scelte diverse, è fatta di una voglia comune di trovare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide. E proprio questo ha sottolineato anche Roberto Musacchio, parlamentare europeo uscente e candidato alle Europee 2009 per Sinistra e Libertà circoscrizione centro, intervenendo al pranzo e raccontandoci della preziosa esperienza unitaria delle sinistre a Bruxelles, una esperienza che non può essere distrutta in nome delle chiusure identitarie ma che deve essere coltivata e rafforzata.

Nel pomeriggio Musacchio, insieme ad una delegazione di Sinistra e libertà per Terni, si è recato in visita alla Novamont SpA è una azienda ternana leader a livello mondiale nel campo della bioplastica derivata da materie prime di origine rinnovabile.

Il momento centrale della giornata è comunque stato, alle 18:00, il comizio d Nichi Vendola in piazza del Popolo.

C’era molta gente, molti giovani ed il discorso di Vendola è stato, come sempre, appassionato ed emozionante.





Insomma come avrete capito sono impegnata nella campagna elettorale e, in particolare, in quella di un candidato...

Anno nuovo, vita nuova!! 2

L'avevo detto che non sarebbe finita la stagione dei cambiamenti... Sono di ritorno da Chianciano dove abbiamo deciso di uscire da Rifondazione. Io Rifondazione l'ho sempre votata un po' per convinzione un po' per esclusione ed ero già stata iscritta ai tempi dell'universita. Circa un'anno fa ho deciso di iscrivermi di nuovo al PRC perchè mi sembrava giusto dare forza a quel progetto che stava prendendo piede al suo interno e che avrebbe dovuto portare alla Costituente della Sinistra. Sono stata con Vendola al Congresso di Luglio con grande entusiasmo e aver perso il Congresso in quel modo è stata per me una grande delusione. Io sarei uscita subito, il giorno stesso ed invece ci siamo trascinati fino ad oggi. Comunque non voglio fare recriminazioni inutili e mi piacerebbe che anche chi intende costruire qualcosa di nuovo con me abbandoni le dietrologie e le polemiche. Vorrei che la cosa si concludesse con un "meglio tardi che mai!". Vorrei riuscire a sentirmi di nuovo libera di percorrere nuove strade e di sperimentare nuove alleanze. Perchè, malgrado quello che hanno riportato strumentalmente e scorrettamente tutti gionali, nessuno a Chianciano ha fondato un nuovo partito. Si è parlato di "partire" insieme per questa nuova avventura sperando che ci porti un giorno insieme a tanti uomini e tante donne che non erano lì a partecipare alla costruzione di una grande sinistra unita.
Da questa introduzione potrei sembrare molto ottimista ma in realtà non lo sono affatto. Credo, come dice Bertinotti nella sua intervista all'Unità di ieri, che la sinistra possa risolgere solo dopo un vero e proprio Big Bang ma credo anche che da qualche parte bisogna cominciare. E allora rimbocchiamoci le maniche perchè per sperare di raccogliere dei frutti prima ancora di seminare dobbiamo zappare e dissodare. Spero che vogliate farlo con me.

Anno nuovo, vita nuova!!

E' incredibile quante cose possono succedere in poco pù di due settimane... Vi ricordate di Fiordaliso?? Quella lamentosa pendolare superprecaria in un ente di ricerca, che si sentiva vecchia e stanca e che non parlava d'altro che della sua stressante situazione???!!
Ora non esiste più!!! Ora c'è Fiordaliso!!! Giovane donna con un contratto in Comune di ben tre anni che va al lavoro a piedi e arriva in dieci minuti!
Dal punto di vista politico è ancora una sfigata che cerca di trovare "La Sinistra" ma probabilmente ora comincerà ad adeguarsi anche su questo fronte.
Insomma la qualità della mia vita dovrebbe essere migliorata anche se tutti voi che mi leggete e mi avete letto sapete quanto è stata dura lasciare il mio vecchio lavoro e la mia vecchia vita e quanta rabbia si prova a dover cercare di sopravvivere in questa società che ti fa sentire impotente.
Comunque voglio essere ottimista e con il nuovo orario avrò lunghi pomeriggi da dedicare al mio blog e a voi.

Comincio col ringraziare LORIS che mi ha onorato del premio

per i blog "che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali", malgrado mi faccia viva raramente.
I premi devo eseguire 3 semplici regole:
1) accettare e comunicare il regolamento e il logo del premio.
2) linkare il blog che ti ha premiato.
3) premiare altri 15 blog e avvertirli del premio.

Credo di aver già rispettato le prime due regole ma per quanto riguarda la terza posso solo dirvi che i blogger che apprezzo di più sono quelli elencati tra i miei amici. Non sono 15 ma sono stati scelti con la testa e col cuore!

Noi meteopatici...


Mamma mia che lagna questa!!!!
Questo avrà pensato chi è venuto a trovarmi negli ultimi tempi. Non fa altro che lamentarsi del fatto che è precaria, che è pendolare, che è vecchia, che è di sinistra (e questo devo ammettere che è la mia croce peggiore!!!)...
Fosse solo meteopatica!!??
E allora forse è perchè c'è il sole che oggi mi sento più ottimista.
E forse se ci fosse stato il sole mi sarebbe piaciuta anche l'iniziativa di Sabato della Sinistra. Forse tutti quei volti che sono passati sul palco non mi sarebbero sembrati così lontani da me e quei tre minuti ripetuti per cinquanta volte mi sarebbero sembrati più utili. Magari ha ragione chi dice che se si vuole costruire un partito nuovo bisogna trovare nuovi modi di stare insieme e nuovi percorsi da seguire. Magari riusciremo veramente a trovare un terreno comune su cui costruire la nostra nuova strada. Forse sono io che sono ancora troppo legata a certi schematismi e ad un modo di gestire la politica malato e veterocomunista... Forse. Però permettetevi di dire che Moni Ovadia quando ha concluso "Sinistra è bellissimo" sembrava tanto Veltroni!!!

La rabbia e il disincanto

Dopo tutto questo tempo che non mi faccio viva dovrei forse aggiornarvi un po' sulla mia vita ma in realtà nulla è cambiato e, forse, nulla cambierà ancora per un po'.
Se avessi un orto mi alzerei la mattina alle quattro per zapparlo, lo curerei e quasi sicuramente potrei raccogliere i frutti del mio lavoro e forse la fatica sarebbe meno difficile da sopportare... E invece mi sembra di vivere in un mondo in cui mi è stato affidato un campo. Io continuo a zappare, a seminare, a costruire recinzioni e fossati e poi passa uno e raccoglie tutto lasciandomi una ciotola di riso e qualche frutto.
A nessuno interessa che io abbia organizzato l'orto più bello e efficiente del mondo e che io conosca ogni singola zolla della "mia" terra e ogni singola foglia della "mie" piante...E tutto sommato non è neanche importante che il mio orto dia frutti...
E' inutile che io faccia recriminazioni magari per riuscire a ricevere una pacca sulla spalla perché al mio posto ce ne possono mettere due o tre o possono semplicemente decidere che quel campo conviene lasciarlo incolto.
E allora il mio campo non è più mio, le zolle che ho rigirato tante volte sentendone l'odore buono non sono le mie, quelle piante che sembravano felici di vedermi la mattina al mio arrivo non esistono più; e quel sole che illuminava il campo all'alba non viene più a scaldare me.

E sale la rabbia...e le lacrime mi solcano il viso.
Rabbia per aver amato quel campo non mio, rabbia per aver sperato che un giorno mi sarebbe stato concesso di raccoglierne i frutti... Rabbia per il fatto di non comprendere come possa essere interesse di qualcuno che quel campo resti incolto quando io sarei pronta a coltivarlo per una ciotola di riso e una pacca sulle spalle...
Scusate l'ennesimo sfogo ma d'altra parte se uno si apre un blog avrà pure il diritto di scriverci quello che sente nella pancia e quello che sento io non è tanto rabbia, che oramai va smorzandosi, ma è disincanto.
Guardo le mie mani callose e vecchie, indurite dal freddo e dalla zappa.
Guardo la pelle del mio viso bruciata dal vento e dal sole e penso che è ora di pensare un po' a me.
Per chi si aspettava un mio ritorno con un blog politico posso dire che non c'è nulla di più politico di questa situazione.
La precarietà ti ruba l'anima e un uomo senz'anima non può sognare!!!

La fannullona

Eccomi: sono una fannullona precaria!! Non so se, essendo precaria, io possa definirmi fannullona ma so per certo che, se si continua così, presto potrò trastullarmi a casa senza spendere i soldi dell'abbonamento per recarmi sul posto di "lavoro"!
A volte mi dico che forse qualcosa potrei fare per migliorare la mia situazione... per esempio potrei sposarmi!! Mia nonna me lo chiede sempre quand'è che mi sistemo e per lei sistemarsi vuol dire una cosa sola: sposarsi. Forse ha ragione lei. Sì è vero che io vivo da anni con il mio compagno, abbiamo comprato casa, anzi l'ha praticamente comprata lui, ormai siamo una famiglia e non mi farebbe mai mancare niente ma non sarei più tranquilla se lui dovesse provvedere a me per legge???!!! Ma poi siamo sicuri che la sua sitazione sia migliore della mia... infondo è precario pure lui!
Non lo so, c'è qualcosa che non mi torna ma potrebbe essere una soluzione.
Oppure potrei fare un bambino...

Porterebbe tanta gioia e riempirebbe le mie giornate e la mia vita... e poi diciamolo chiaramente tra un po' sarò fuori tempo massimo. Certo, con i contratti che mi ritrovo potrebbe significare smettere di lavorare e comunque dovrei cominciare a fare tutta una serie di conti per studiare bene quale potrebbe essere il momento più opportuno dal punto di vista contrattuale per fare questo passo... Insomma, anche se sono sicura che in qualche modo me la caverei, un salto nel vuoto e se c'è una cosa che no riesco a fare sono i salti nel vuoto! E' colpa mia se non riesco a staccare il cervello e buttarmi ma continuo a pensare, contare, rimuginare alla ricerca di svolte razionalmente sostenibili?!
E allora ho deciso che devo cercare di guardarmi intorno alla ricerca di lavori alternativi a quello che faccio da sette anni. La speranza non è tanto quella di trovare un altro lavoro ma quella di riuscire a sentirmi meno in gabbia, di riuscire a sentire che la mia vita può essere diversa. E' per questo che ho partecipato ad un fantastico concorso in Comune... Non cercano proprio il mio profilo ma mi permettono di farlo e così ho fatto lo scritto e l'ho passato. Ora, dopo dodici ore fuori da casa, torno a casa e studio. Studio cose che non mi interessano e di cui non vorrei mai occuparmi con possibilità praticamente nulle di vincere il concorso ma voi che fareste al posto mio?

Venerdì io sciopererò!



















Gli imbattibili

Lo so, lo so che nessuno se ne accorgerà... nessuno mi conterà tra coloro che hanno aderito allo sciopero... perchè io sono precaria e si sa che i precari sono trasparenti specialmente quelli come me che campano con co.co.co. o assegni di ricerca. Cercheremo di essere in tanti, rumorosi, colorati, pieni di scritte per cercare di farci sentire, di dimostrare che esistiamo e che magari abbiamo anche dei diritti. In realtà mi sforzo di avere un po' di entusiasmo perchè sento che noi precari siamo perdenti in partenza perchè siamo divisi, in competizione e poco consapevoli della nostra forza... Ai sindacati non siamo mai interessati e solo ora si comincia a capire che senza di noi la ricerca è destinata ad andare a picco.
Ma qualcosa bisogna fare e spero che la gioranta di Venerdì mi porti qualche nuovo stimolo e un po' di speranza.

Vi aspetto!!!


Il corteo sindacale ufficiale partirà dalla Bocca della Verità alle 9:30 e arriverà a Piazza Navona

Sto lavorando per me...

Vedo che mi venite a trovare anche se è da un po' che non posto niente e mi fa piacere. Volevo risparmiarvi il mio attuale umore ma visto che l'avete voluto voi...
Avrei voluto rispondere a tutti quelli che mi hanno scritto commenti sul mio post precedente... Mi ha fatto piacere vedere che un po' tutti sono stati daccordo sull'analisi di Fausto, mi ha fatto un po' meno piacere sentire rivolte a lui le solite accuse.
Avrei voluto commentare le manifestazioni del mondo della scuola, le uscite di Berlusconi, gli attacchi fascisti...
Avrei voluto commentare la manifestazione del Pd a Roma...Io credo che Veltroni sia stato bravissimo. E' partito a braccio dall'antifascismo fino ad arrivare al più grande partito riformista ecologista d'Europa. Quasi quasi mi ha convinto: entro nel Pd! Sto proprio male?!
Devo ammettere che capire che non esistiamo più non mi ha messo di buon umore...
E allora mi sto concentrando sulla mia personale lotta per la sopravvivenza.
Tento, senza troppo entusiasmo, di partecipare all'organizzazione dello sciopero dell'Università e delle Ricerca del 14 Novembre; faccio attività fisica nella speranza di buttare giù qualche chilo e sentirmi meno inadeguata; lavoro, il meno possibile per non contraddire Brunetta.
Insomma me ne sto in attesa, sperando che cambi qualcosa...

E adesso?!

La giornata di Sabato è stata molto bella. Sono stata alla manifestazione. C'era tanta gente, c'erano i miei stupendi amici bloggers...c'erano tante bandiere... Forse troppe.
A me sono sempre piaciute le bandiere specialmente quelle rosse ma non mi piacciono quando le usiamo per nasconderci...
Mi sarebbe piaciuta una manifestazione senza bandiere, una manifestazione di volti...il mio, quello di Gap, quello di Luz, quello di Schiavi, quello del Russo, quelli dei miei amici di Rifondazione, quelli dei miei amici di Sinistra Democratica, dei Comunisti Italiani, dei Verdi, quelli degli amici dei movimenti, delle associazioni, dei centri sociali, quelli di chi fin ora se ne è stato a casa a lamentarsi tra se e se... Solo volti pieni di entusiasmo, gambe pronte a camminare insieme, braccia pronte a lavorare.
E invece no, ci siamo presentati avvolti nelle nostre bandiere, portandone due per uno e anche lo striscione con scritto chiaramente chi siamo o crediamo di essere pur di far vedere che c'eravamo...Noi c'eravamo e quindi se la manifestazione è riuscita è merito nostro e se la sinistra non va avanti è colpa vostra.
Sto parlando veramente senza salvare nessuno, nemmeno quelli che sono "dalla mia parte". Ci sono persone che stimo di più e percorsi che trovo più giusti da intraprendere ma credo che se non riusciamo a venir fuori, in qualche modo, dai nostri steccati non andremo da nessuna parte e la colpa sarà di tutti. E allora siccome sono convinta che la situazione sia gravissima e che non ci sia tanto tempo per fare a scarica barile credo che l'unica strada sia fare un passo indietro per farne dieci avanti tutti insieme. Io sono pronta a farlo ma non so quanti, anche tra i miei lettori, saranno pronti a rinunciare a qualcosa per avere la speranza di un futuro diverso.

"Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi..."

Con tutte le cose che stanno accadendo ritengo importante ricordare che il 6 ottobre del 1938, settant'anni fa, il Gran Consiglio (cioè il vertice massimo del fascismo, presieduto da Mussolini) varava un testo nel quale indicava nel dettaglio le linee della persecuzione razziale antisemita decisa dal regime. Me lo sono letto su Liberazione di ieri e credo che sia, purtroppo, molto attuale.

Avevo pensato di fare un elenco di tutte le brutte storie che ho sentito in questi giorni, il ragazzo picchiato dai vigili, il cinese pestato dai "bulli", discriminazioni di ogni specie verso il diverso... se ne è parlato molto ma la situazione non cambia se non in peggio. Ho letto poco fa sul blog de Il Russo un fatto che mi fa venire i brividi: A Trapani autobus soltanto per i “bianchi” e veramente non capisco più quanto ha senso parlare ancora.
Voglio lasciarvi una canzone di Giorgio Gaber...

Canzone dell'appartenenza

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

Ma i precari non sono tutti uguali...

Legge 6 agosto 2008, n. 133
Art. 49.
Lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni


1. L'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e' sostituito dal seguente:
«Art. 36 (Utilizzo di contratti di lavoro flessibile). - 1. Per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento previste dall'articolo 35.
2. Per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti. Ferma restando la competenza delle amministrazioni in ordine alla individuazione delle necessità organizzative in coerenza con quanto stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro, in applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall'articolo 3 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall'articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 per quanto riguarda la somministrazione di lavoro, nonche' da ogni successiva modificazione o integrazione della relativa disciplina con riferimento alla individuazione dei contingenti di personale utilizzabile. Non e' possibile ricorrere alla somministrazione di lavoro per l'esercizio di funzioni direttive e dirigenziali.
3. Al fine di evitare abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, le amministrazioni, nell'ambito delle rispettive procedure, rispettano principi di imparzialità e trasparenza e non possono ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio.
4. Le amministrazioni pubbliche trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le convenzioni concernenti l'utilizzo dei lavoratori socialmente utili.
5. In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Le amministrazioni hanno l'obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo nei confronti dei dirigenti responsabili, qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave. I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente articolo sono responsabili anche ai sensi dell'articolo 21 del presente decreto. Di tali violazioni si terrà conto in sede di valutazione dell'operato del dirigente ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.».


Non mi piace piangermi addosso ma mi sembra che nessuno si ricordi di quelli come me.
Quelli che lavorano da sette anni in un ente pubblico ma, essendo l'ultima ruota del carro, non hanno avuto mai un contratto a tempo determinato e, automaticamente, non sono stabilizzabili. Non sono sola anzi siamo la maggior parte dei lavoratori degli enti di ricerca, ma nessuno sembra accorgersi di noi nemmeno i sindacati che giustamente si indignano sull'emendamento di Brunetta sugli stabilizzabili ma non hanno detto una parola o forse troppo poche quando il 6 Agosto è stata approvata la legge che ho riportato sopra e che non cambierà solo la mia vita. Mi piacerebbe andare a protestare domani con i sindacati e tutti i precari contro questi provvedimenti ma non so dove potrà portarci questa guerra tra poveri.
I concorsi vanno fatti e io in questi anni ne ho fatti diversi ma ci vorrebbe anche che qualcuno ci riconoscesse le nostre competenze e la nostra utilità e ci permettesse di vivere tranquilli.
Come traspare dal post sono esasperata!!

DDL 1441: Oggi precario, domani disoccupato”

Università e ricerca: il Governo si accinge a bloccare definitivamente tutte le stabilizzazioni


Quello che pubblico di seguito è il testo dell'emendamento con cui il Governo intende abrogare le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari dell'università, della ricerca e di tutta la pubblica amministrazione.
Sembra che esista una nuova versione del testo che dovrebbe fissare l'entrata in vigore della norma, fortemente voluta dal ministro Brunetta, a meta' del 2009 e che "consentirebbe all'esecutivo di monitorare, nel frattempo, la reale dimensione del fenomeno, che attualmente e' sconosciuta"(per Brunetta).

A.C. 1441-quater
Emendamento all’Art.37


Dopo l’ART.37 è inserito il seguente:

“Art. 37-bis”
(Disposizioni in materia di stabilizzazioni)
Le risorse finanziarie di cui all’articolo 66, comma 5, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133 e quelle destinate alle assunzioni a tempo indeterminato da parte delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si intendono riferite esclusivamente alle procedure di reclutamento di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001 ed alle eventuali progressioni verticali del personale fatto salvo quanto previsto dal comma 5. Sono abrogati l’articolo 1, commi 417, 418, 419, 420, 519, 529, 558, 560 e 644 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e l’art. 3, commi 90, 92, 94, 95, 96 e 97 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fatte salve, fino al 31 dicembre 2009, le disposizioni speciali contenute nella normativa abrogata riferite al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e a quello di cui all’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.
Alla data di scadenza dei relativi contratti le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato in contrasto con la disciplina di cui agli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il divieto di cui al presente comma si applica anche ai contratti prorogati ai sensi dell’art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell’art. 3, commi 92 e 95, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; tali contratti sono risolti alla data di scadenza oppure, ove manchi il termine finale del contratto, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Nel triennio 2009-2011 le amministrazioni di cui al comma 1, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previa autorizzazione ai sensi dell’articolo 35, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, possono bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non superiore al 40 per cento dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale in servizio al 1° gennaio 2007 con contratto di lavoro a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore al 1° gennaio 2007 e per il personale non dirigenziale in servizio al primo gennaio 2008 con contratto di lavoro a tempo determinato che consegua i tre anni di anzianità di servizio in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.
Nel triennio 2009-2011 le amministrazioni pubbliche nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previa autorizzazione ai sensi dell’art. 35, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, possono altresì bandire concorsi pubblici per titoli ed esami finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale maturata dal personale di cui al comma 3 nonché in ragione dell’ attività lavorativa prestata presso pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, in virtù di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati anteriormente a tale data.
Per il triennio 2009-2011 le amministrazioni, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di assunzioni, possono assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all’ art. 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, il personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal comma 3 maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa amministrazione. Sono a tal fine predisposte da ciascuna amministrazione apposite graduatorie, previa prova di idoneità ove non già svolta all’atto dell’assunzione. Le predette graduatorie potranno avere efficacia non oltre il 31 dicembre 2011.
Nella programmazione triennale del fabbisogno rideterminata ai sensi del presente articolo e delle norme in materia di organici contenute nel decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dall’ art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008 n. 133 le amministrazioni di cui al comma 1 prevedono le procedure di mobilità, i concorsi da bandire e le assunzioni da effettuare compatibilmente con i vincoli finanziari scaturenti dal regime assunzionale e con quelli relativi al contenimento della spesa del personale.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

La finalità della norma è quella di circoscrivere temporalmente l’intervento straordinario in materia di stabilizzazione e ripristinare il regime ordinario di reclutamento mediante procedure concorsuali pubbliche.

Il primo comma abroga le disposizioni in materia di stabilizzazione e tiene conto di alcune fattispecie speciali quali quella del personale del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e di quelle di cui all’ art. 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.

Il secondo comma richiama la inderogabilità delle disposizioni di legge che regolamentano i rapporti di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa sottolineando la necessità di un rispetto rigoroso dei termini dei contratti.

I commi 3 e 4 dettano interventi di diversa portata e limitati nel tempo volti entrambi a valorizzare le esperienze professionali maturate all’ interno delle amministrazioni pubbliche.


La FLC Cgil, CISL e la UIL hanno fatto a riguardo un comunicato unitario molto deciso e anche l'Usi/RdB sta promuovendo molte iniziative per protestare contro questo emendamento.

E i precari di alcuni istituti si sono messi in vendita per pochi centesimi: Occasionissima! Vendesi su Ebay.it lavoratori precari della ricerca!



Questa non è una buona giornata per una precaria DOC come me...
Non è che fino a ieri ci fossero grosse speranze visto che fra l'altro io, come la maggior parte dei precari che lavorano al CNR, non rientro neppure nelle stabilizzazioni (pur lavorando al CNR da sette anni!!!) ma per lo meno grazie al governo precedente qualcosa si era mosso. Adesso vivo anche l’incubo che venga approvato il progetto di legge Brunetta che non solo cancellerebbe ogni possibilità di stabilizzazione del personale precario nelle pubbliche amministrazioni, ma cosa ancor più grave, stabilirebbe il principio di improseguibilità dei contratti atipici alla scadenza. Questo significa che a scadenza naturale dei contratti le pubbliche amministrazioni sarebbero obbligate a non riaffidare l'incarico alle stesse persone.
Tutto questo perchè? Pare evidente che questa legge voglia impedire a tanti lavoratori di aspirare ad un futuro stabile, alla possibilità di esigere una possibilità di programmare la vita propria e quella della propria famiglia.

La sinistra delle libertà contro la società della paura

Sabato 27 settembre dalle ore 10 alle 18 a Roma si terrà la prima assemblea nazionale di Rifondazione per la Sinistra: “Le belle bandiere”.

Lo so, molti di voi credono che la strada giusta non sia questa, che bisognerebbe inventarsi qualcosa di nuovo e riuscire ad essere più lontani dalle logiche di partito e di potere. Ma intanto ve ne state soli e ammutoliti a scrivere nei vostri blog o a ripetere discorsi ormai vecchi con amici vecchi e nuovi.
Io credo che da qualche parte bisogna cominciare senza troppe paure e con entusiasmo. Io mi affido al mio sentire e sento che da qui si può iniziare un percorso insieme.
Bisogna muoversi, bisogna fare presto... non si può più rimandare.
Abbiamo bisogno di voi!



IL DOCUMENTO POLITICO DELL'INIZIATIVA
La netta vittoria politica delle destre e la contemporanea sconfitta elettorale della sinistra, la sua frantumazione dopo un infelice tentativo di unità, i limiti evidenti comparsi nella breve stagione congressuale della scorsa estate, lasciano aperti e irrisolti due grandi problemi: l’organizzazione di un’opposizione sociale, politica e culturale al governo Berlusconi e la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. Che le due questioni siano tra loro profondamente intrecciate, nei temi e nei tempi, è cosa evidente, tranne per chi ha confuso la critica alla politica con la fuga dalla medesima. Come questo può avvenire è invece il tema principale della nostra ricerca.
Una ricerca tanto più urgente e necessaria, quanto più diviene chiaro il paradosso in cui siamo immersi. Da un lato il processo di globalizzazione attraversa un periodo di profonda crisi, della quale gli aspetti della finanza, della società, dell’ambiente, della geopolitica , delle istituzioni interne e internazionali, delle teorie politiche neoliberiste, sono sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato la sinistra italiana, ma si può ben dire di larga parte dell’Europa, macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di identità. La sinistra rischia di sparire proprio quando i suoi avversari storici sono scossi fin dalle fondamenta.
I congressi di partito o gli analoghi appuntamenti di questa estate, pur nella loro diversità nelle premesse e negli esiti, mostrano un tratto comune: i progetti che emergono non vanno al di là di qualche mese, al massimo si spingono fino alle soglia delle prossime scadenze elettorali, amministrative e europee, della prossima primavera. La sinistra appare cioè prigioniera, più che immersa, di un presente che ne esalta l’autoreferenzialità. Così non si può stare. In questo modo non nasce niente. La sinistra del presente deve mettersi in cammino, cercando la direzione giusta. Per questo ci è indispensabile l’analisi delle nuove contraddizioni. Solo dallo sforzo della risoluzione dei nuovi problemi del XXI secolo può rinascere una sinistra che dia una risposta alla tremenda crisi di civiltà che fa da sfondo a tutte le vicende contemporanee. Una sinistra quindi senza aggettivi, memore del passato ma non prigioniera di esso e delle sue categorie, una sinistra capace di produrre senso, non solo di cercare consensi.
In questi decenni il capitalismo ha prodotto una grande rivoluzione conservatrice. Rivoluzione perchè i cambiamenti sono stati radicali, sia a livello produttivo, che sociale, istituzionale e comportamentale. Conservatrice perché l’esito, nel mondo e nei singoli paesi, è che chi era più ricco lo è ancora di più e chi era più povero ha ancora di meno. Le ragioni politiche e sociali di una sinistra ci sono tutte e così le sue nette discriminanti con la destra. L’ipotesi di occupare un mitico centro è solo un’illusione del quadro politico che non trova fondamento nella realtà sociale. Per questo riteniamo che la scommessa che ha animato la nascita del Partito democratico sia perdente e lascia un grande vuoto a sinistra. Ma questo non può essere riempito senza una forte soggettività di pensiero e di azione. La disgiunzione fra pensiero e ricerca politica e azione e movimento sociale è letale per entrambi. E’ un pericolo concreto se,di fronte all’attuale sconfitta, prevalesse una scelta contemplativa o un generico ribellismo.
Per intraprendere questo cammino la sinistra ha bisogno di umiltà e coraggio. L’umiltà di chi sa di non avere delle risposte precostituite e il coraggio di chi è consapevole che delle scelte vanno fatte. Per tutte queste ragioni l’area programmatica Rifondazione per la Sinistra, riprende il suo percorso, dopo il congresso di Chianciano, aprendo una riflessione pubblica su grandi temi quali quelli dei cambiamenti che intervengono nel sistema capitalistico mondiale, con il passaggio del suo baricentro da Ovest a Est ed i conseguenti sommovimenti geopolitici in atto che coinvolgono anche lo scacchiere geografico europeo; che interessano la struttura e la composizione sia del lavoro che del capitale, precarizzando il primo e finanziarizzando sempre più il secondo; che concernono i processi di svuotamento della democrazia e di tecnicizzazione dei sistemi di governo; che si configurano nelle nuove modalità di produzione di senso e di gestione del sapere.
Sappiamo che in questa ricerca non siamo soli. La crisi della sinistra non ha cancellato l’esistenza di centri di iniziativa politica e di produzione culturale. Da questi ci giungono idee, tracce di ricerca, indicazioni di approfondimento, oltre che la preziosa disponibilità a partecipare in prima fila alla costruzione di un’opposizione alle destre. Raccogliere e mettere a confronto questi lavori è un passo decisivo nel processo costituente di una nuova sinistra. Per questo la discussione che proponiamo sarà aperta e non circoscritta ad ambiti partitici. Non è l’identità del passato che cerchiamo, ma quella del futuro.
Pier Paolo Pasolini scriveva negli ultimi giorni del 1962, su Vie Nuove , presentando una prima versione della sua famosa poesia (che pubblicherà nel testo definitivo l’anno successivo) dedicata alle bandiere rosse, "le belle bandiere degli Anni Quaranta” che sventolavano “una sull’altra” il cui ricordo si contrapponeva, nella mente del poeta, al brutto “biancore” del neocapitalismo degli anni sessanta:

“E’ un ricordo del periodo più bello, e determinante, di una vita.
E’ finito, bisogna sapere ricominciare.”


Non abbiamo trovato parole migliori per dire con quale spirito vogliamo riprendere il cammino.

Io non ho paura


TORINO: UCCIDE LA FIGLIA POI SPARA ALLA MOGLIE E TENTA IL SUICIDIO

ROMA: UCCIDE FRATELLO E SORELLA A FUCILATE, ARRESTATO DAI CARABINIERI

AOSTA: TENTA DI STROZZARE EX MOGLIE, ARRESTATO PENSIONATO

PENSIONATO PESTATO DA TRE BABY BULLI
AGGRESSIONE FUORI DA UN LICEO ROMANO



FACEVA VIOLENTARE I DUE FIGLI
DURANTE RITI ESOTERICI



RAGUSA, AGGREDITO DA 3 TIFOSI
DICIOTTENNE GRAVE IN OSPEDALE


UCCIDE L'EX MOGLIE E UN'AMICA DI LEI
ARRESTATO PENSIONATO, ERA GELOSO



Sono questi i principali fatti di cronaca degli ultimi due o tre giorni. Ci continuano a dire che la nostra insicurezza viene dagli immigrati che hanno invaso le nostre strade e le nostre piazze e io continuo a sentire di uomini che uccidono le mogli, di suicidi, di bambini violentati in famiglia... Forse devo avere più paura di uno scatto d'ira del mio compagno che di attraversare il parco la notte?!
E le nostre belle città, per farci stare più sicuri si sono riempite di militari...Non sarebbe meglio mandarli anche a casa mia così dormirei sogni più tranquilli?!
E in tutto ciò il Censis mi dice che il numero degli omicidi in Italia continua a diminuire e che le morti bianche e il numero delle vittime della strada superano di gran lunga i decessi legati alla criminalità o ad episodi violenti. Dovrei quindi avere paura di attraversare la strada o magari le cose più spaventose mi potrebbero capitare qui nel mio luogo di lavoro?!
Insomma quando sento che la gente ha paura di uscire di casa o di prendere un autobus penso sempre che hanno vinto. Ha vinto chi vuole farci vivere nella paura e nell'insicurezza perchè le persone spaventate sono terreno fertile per i loro giochi e le loro strategie.
Io non ho paura o comunque cerco di combattere per non averne e credo che se riuscirò a vivere il più a lungo possibile senza avere paura avrò salvaguardato una parte della libertà che mi è concessa.

Le belle bandiere

E' sempre più difficile interpretare quello che ci succede intorno e soprattutto è sempre più difficile trovare il modo di intervenire per cercare di cambiare le tante cose assurde e preoccupanti che questa società produce.

Nei giorni scorsi Erich Priebke, l'ex capitano delle SS, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, è intervenuto in videoconferenza ad un concorso di bellezza che si è svolto a Gallinaro, località che si trova in provincia di Frosinone, a pochi chilometri da Cassino , in qualità di presidente onorario della giuria di Stars of the Year, il concorso di bellezza per le ragazze ciociare. Ha dichiarato che "mi avrebbe fatto piacere intervenire di persona e ringrazio gli organizzatori per l’invito che considero un atto umanitario".


Ieri a Milano è stato ucciso a colpi di sprangate Abdul William Guibre, un giovane italiano di 19 anni, originario del Burkina Faso. E' stato aggredito all'alba da due uomini con l'accusa di avere rubato una scatola di biscotti dal bar degli aggressori. Lo hanno picchiato, lanciandogli insulti razzisti: "Sporchi negri vi ammazziamo".


E noi che facciamo? Vogliamo veramente lasciare il mondo in queste mani? Pensiamo veramente che possiamo rimanencene arroccati nei nostri fortini ben nascosti dietro i nostri vessilli?
C'è bisogno di essere uniti, non dobbiamo permettere che nessuno rimanga da solo a lottare e a soffrire. Dobbiamo guardare avanti perchè sicuramente è lì la soluzione.

Per il 27 Settembre, l'area programmatica di Rifondazione Comunista "Rifondazione per la Sinistra" ha indetto a Roma un primo incontro con tutti coloro che pensano che in Italia ci sia bisogno di una sinistra forte che ricominci a lavorare unita e l'ha chiamato "Le belle bandiere".
Devo ringraziare chi a scelto questo titolo perchè mi ha spinto ad andarmi a leggere la poesia di Pasolini da cui è tratto e mi ha permesso di goderne perchè non la conoscevo prima.
La scrivo qua sotto anche se è lunga perchè credo che sia bello leggerla tutta.

I sogni del mattino: quando
il sole già regna,
in una maturità
che sa solo il venditore ambulante,
che da molte ore cammina per le strade
con una barba di malato
sulle grinze della sua povera gioventù:
quando il sole regna
su reami di verdure già calde, su tende
stanche, su folle
i cui panni sanno già oscuramente di miseria
– e già centinaia di tram sono andati e tornati
per le rotaie dei viali che circondano la città,
inesprimibilmente profumati,

i sogni delle dieci del mattino,
nel dormente, solo,
come un pellegrino nella sua cuccia,
uno sconosciuto cadavere
– appaiono in lucidi caratteri greci,
e, nella semplice sacralità di due tre sillabe,
piene, appunto, del biancore del sole trionfante –
diviano una realtà,
maturata nel profondo e ora già matura, come il sole,
a essere goduta, o a fare paura.

Cosa mi dice il sogno mattutino?
«il mare, con lente ondate, grandiose, di grani azzurri,
si abbatte, lavorando con furore uterino,
irriducibile,
e quasi felice – perché dà felicità
il verificare anche l’atto più atroce del destino –
sgretola la tua isola, che ormai
è ridotta a pochi metri di terra...»

Aiuto, avanza la solitudine!
Non importa se so che l’ho voluta, come un re.

Nel sonno, in me, un bambino muto si spaventa,
e chiede pietà, si affanna a correre ai ripari,
con un’agitazione
che «la virtù dismaga», povera creatura.
Lo atterisce l’idea
di essere solo
come un cadavere in fondo alla terra.

Addio, dignità, nel sogno, sia pur mattutino!
Chi deve piangere piange,
chi deve aggrapparsi alle falde delle vesti altrui,
si aggrappa, e le tira, e le tira,
perché si voltino quelle faccie colore del fango,
e lo guardino negli occhi terrorizzati
per informarsi della sua tragedia,
per capire quanto sia spaventoso il suo stato!

Il biancore del sole, su tutto,
come un fantasma che la storia
preme sulle palpebre
col peso dei marmi barocchi o romanici...

Ho voluto la mia solitudine.
Per un processo mostruoso
che forse potrebbe rivelare
solo un sogno fatto dentro un sogno...

E, intanto, sono solo.
Perduto nel passato.
(Perché l’uomo ha un periodo solo, nella sua vita.)

Di colpo i miei amici poeti,
che condividono con me il brutto biancore
di questi Anni Sessanta,
uomini e donne, appena un po’ più anziani
o più giovani – sono là, nel sole.

Non ho saputo avere la grazia
per tenermeli stretti – nell’ombra di una vita
che si svolge troppo attaccata
all’accidia radicale della mia anima.

La vecchiaia, poi, ha fatto
di mia madre e di me
due maschere
che nulla hanno peraltro perduto
della tenerezza mattutina
– e l’antica rappresentazione
si ripete
nell’autenticità
che solo sognando dentro un sogno,
potrei forse chiamare col suo nome.

Tutto il mondo è il mio corpo insepolto.

Atollo sbriciolato
dalle percosse dei grani azzurri del mare.

Cosa fare, se non, nella veglia, avere dignità?
È giunta l’ora dell’esilio,
forse: l’ora in cui un antico avrebbe dato realtà
alle realtà,
e la solitudine maturata intorno a lui,
avrebbe avuto la forma della solitudine.

E io invece – come nel sogno –
mi accanisco a darmi illusioni, penose,
di lombrico paralizzato da forze incomprensibili:
«ma no! ma no! è solo un sogno!
la realtà
è fuori, nel sole trionfante,
nei viali e nei caffè vuoti,
nella suprema afonia della dieci del mattino,
un giorno come tutti gli altri, con la sua croce!»

Il mio amico dal mento di papa, il mio
amico dall’occhio marroncino...
i miei cari amici del Nord
fondati su affinità elettive dolci come la vita
– sono là, nel sole.

Anche Elsa, col suo biondo dolore,
lei – destriero ferito, caduto,
sanguinante – è là.

E mia madre mi è vicina...
ma oltre ogni limiti di tempo:
siamo due superstiti in uno.
I suoi sospiri, qua, nella cucina,
i suoi malori a ogni ombra di degradante notizia,
a ogni sospetto della ripresa
dell’odio del branco di goliardi che ghignano
sotto la mia stanza di agonizzante
– non sono che la naturalezza della mia solitudine.

Come una moglie messa nel rogo col re,
o sepolta con lui
in una tomba che se ne va come una barchetta
verso i millenni – la fede degli Anni Cinquanta,
è qui con me, già leggermente oltre i limiti del tempo,
a farsi sgretolare anch’essa
dalla pazienza furibonda dei grani azzurri del mare.

E...
i miei amori di pura sensualità,
replicati nelle valli sacre della libidine,
sadica, masochista, i calzoni
con la loro sacca tiepida
dove è segnato il destino di un uomo
– sono atti che io compio solo
in mezzo al mare stupendamente sconvolto.

Piano piano le migliaia di gesti sacri,
la mano sul gonfiore tiepido,
i baci, ogni volta a una bocca diversa,
sempre più vergine,
sempre più vicina all’incanto della specie,
alla norma che fa dei figli teneri padri,
piano piano
sono divenuti monumenti di pietra
che a migliaia affollano la mia solitudine.

Attendono
che una nuova ondata di razionalità,
o un sogno fatto nel fondo di un sogno, ne parli.
Così me desto,
ancora una volta:
e mi vesto, mi metto al tavolo di lavoro.
La luce del sole è già più matura,
i venditori ambulanti più lontani,
più acre, nei mercati del mondo, il tepore della verdura,
lungo viali dall’inesprimibile profumo,
sulle sponde di mari, ai piedi di vulcani.
Tutto il mondo è al lavoro, nella sua epoca futura.

Ah, belle bandiere degli Anni Quaranta!
Pretesto al buffone per piangere.


Pier Paolo Pasolini (1922-1975)