Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post

Squallore!!!

Cambio di palinsesto a canale cinque!
Invece della prevista puntata di Amici si manda in onda il film di Federico Moccia "Scusa ma ti chiamo amore". Il film era già stato mandato in onda su Canale Cinque e me l'ero perso ma ieri sera non me lo sono voluto perdere e da un certo punto di vista ho fatto bene. Credevo che i film di Moccia fossero brutti ma questo mi ha veramente sconvolta. Non ho trovato nulla di intrigante o spiritoso in questa diciassettenne sguagliata e stupidina e il personaggio di Raul Bova è del tutto insensato. Mi è capitato di vedere film con ragazzine provocanti e affascinanti ma le diciassettenni di Moccia sono completamente vuote, i quarantenni uomini sono tutti squallidi e le quarantenni donne sono tutte tristi e frustrate. Perchè Moccia ha tanto successo?
Le adolescenti sono veramente così stupide? Veramente tutti i quarantenni passano il tempo a tradire le loro mogli o compagne e le quarantenni sono veramente così esaurite e insicure?

«Presidente, io sono una donna che non è a sua disposizione, e che dice la verità»

La lettera di Rosi Bindi
di Rosi Bindi

Grazie a tutti di cuore! Mi sono arrivati migliaia di messaggi di amicizia e di affetto che mi hanno commosso. Ognuno meriterebbe una risposta personale ma sono davvero tantissimi. È bello sentire il calore e la vicinanza di tante persone, sapere che c’è un legame invisibile che ci tiene uniti, anche nella distanza, anche se non ci si conosce.
So che è un legame fatto di affinità umane e culturali e di una stessa concezione della vita pubblica. Da tutti traspare quanto sia ancora diffusa e pronta la capacità di reagire e di indignarsi di fronte all’arroganza del potere. Ed è in fondo questo che conta di più. Quindi, ancora, grazie davvero.

Prevenire è meglio che curare?


Siamo sicuri che il problema della sicurezza delle donne si possa risolvere ricorrendo a queste soluzioni? Sarà vero che una donna che ha fatto il corso di autodifesa e indossa il braccialetto anti-stupro è più sicura e soprattutto vive meglio? Possibile che l'unica soluzione alla violenza è altra violenza o comunque limitazione della libertà?


FAI LA MOSSA GIUSTA : PREVIENI!
L' Iniziativa

Il Comune di Milano - Assessorato alla Salute e Assessorato alla Sicurezza - promuove, con la collaborazione tecnico-operativa della Polizia Municipale di Milano, una serie d’incontri gratuiti per aiutare il pubblico femminile a potenziare il proprio livello percettivo, a conoscere e a prevenire le situazioni di pericolo, e ad acquisire maggiore sicurezza in se stesse.
Prevenire è la mossa giusta per mettersi al riparo da incontri potenzialmente spiacevoli e da brutte esperienze.
Il pericolo può essere evitato e gestito in modo responsabile per vivere più sereni la propria vita e la propria città.

Il Progetto
Gli incontri sono rivolti alle donne intese come potenziali vittime di aggressioni di vario tipo e in quanto tali lo scopo di queste lezioni è aiutare il pubblico femminile a potenziare il proprio livello percettivo e cognitivo in relazione alle situazioni di pericolo e ad acquisire sicurezza in se stesse.
Tali incontri si svilupperanno attorno a 3 livelli di interesse:
- Aspetto psicologico
- Preparazione fisica
- Preparazione tecnica
1. L’aspetto psicologico mira ad individuare le differenti caratteristiche e le tipologie di aggressione e aggressore. E’ fondamentale saper valutare l’entità del pericolo per poterlo affrontare. Si vuole insegnare come prevenire l’aggressore, come chiedere aiuto in modo efficace, come comportarsi in presenza di un aggressore, come superare il trauma subito. Si tratteranno anche le nozioni sul diritto penale della legittima difesa.
2. La fase di preparazione fisica intende migliorare le capacità motorie delle partecipanti potenziandone velocità, forza e resistenza. Acquisire consapevolezza nelle proprie capacità aiuta ad allentare la tensione e a vincere le paure.
3. Con l’acquisizione di elementari tecniche di difesa personale – basate sul Metodo Globale di Autodifesa (M.G.A.), realizzato grazie al lavoro di un gruppo di esperti di arti marziali e “costruito esclusivamente sulla difesa e sulla capacità di controllare l’aggressore” – si vuole spiegare alle partecipanti come poter utilizzare il proprio corpo e oggetti di uso quotidiano come armi di difesa nel caso in cui non fosse possibile evitare il pericolo o superarlo con il controllo psicologico della situazione o con una richiesta di aiuto esterno.


"Abituarsi a non abituarsi" è lo slogan scelto per imparare a camminare per strada tranquille sapendo cosa fare in caso di pericolo.Un calcio ben assestato, un pugno sul naso per stordire l'aggressore. Tutte le mosse giuste per l'autodifesa saranno insegnate da un professionista di arti marziali insieme al professore di educazione fisica, nel corso di 10 lezioni. Fortuna che bastano poche ore e qualche esercitazione pratica per imparare i fondamentali, perchè la circolare scolastica ha sottolineato che i corsi costano e le finanze sono ben poche. Quindi a lezione sarà bene stare molto attente, occhi aperti e carpire tutto al volo. Da questa primavera mentre i maschi calceranno il pallone in giardino, le femminucce - e poi nessuno si azzarderà più a chiamarle così - si alleneranno nella difesa personale. Un'idea al passo con i tempi, evidentemente i giovani non si interessano ai giornali ma di cronaca ne sanno qualcosa anche loro. L'insicurezza si combatte anche così, provando a cavarsela da sola. Non bisogna necessariamente essere wonder woman, ma fare in modo di immobilizzare l'aggressore e chiamare la polizia."
Pubblicato da Simona Mapelli in Milano accade (cronaca), Milano in forma (sport e benessere)


"Intendo sperimentare in alcune aree test della città i braccialetti della segnalazione personale . È una cosa molto discussa e che ha bisogno di una verifica. Si tratta di braccialetti per persone che si sentono in situazioni di pericolo che possono trasmettere un impulso di fronte alla percezione di un pericolo. Una sperimentazione che si può fare nella capitale". Questo uno dei punti del programma sulla sicurezza spiegato dal candidato sindaco di Roma alle ultime elezioni amministrative Francesco Rutelli, nel corso di una conferenza stampa, indetta a seguito di un episodio di violenza ai danni di una giovane studentessa presso la stazione La Storta.

Curriculum Vitae

Mi chiamo Mara Carfagna - all'anagrafe Maria Rosaria Carfagna - (Salerno, 18 dicembre 1975) e sono una politica e showgirl italiana, parlamentare del Popolo delle Libertà e attualmente Ministro per le Pari Opportunità.
Mi sono diplomata presso il Liceo scientifico "Giovanni da Procida" di Salerno e ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Fisciano (SA) con una tesi in Diritto dell'informazione e sistema radiotelevisivo. Sono cresciuta praticando nuoto e studiando danza e pianoforte. Ho partecipato a Miss Italia nel 1997 ed ho lavorato in alcuni programmi RAI e Mediaset, tra i quali Domenica IN, Piazza Grande e la Domenica nel Villaggio. Da sempre di centro-destra, mi sono avvicinata alla politica nel 2004 con il movimento femminile di Forza Italia che ho coordinato nella Regione Campania.
Nel 2006 sono stata eletta alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione Campania 2, nella lista di Forza Italia. Sono stata segretario della Commissione Affari Costituzionali. All'interno del partito, ricopro i ruoli di Coordinatrice nazionale di Azzurro Donna e coadiuvo Sandro Bondi nel Coordinamento delle commissioni del Popolo delle Libertà. Nelle elezioni politiche del 2008 sono stata candidata alla Camera dei Deputati al terzo posto della lista del Popolo delle Libertà nel collegio Campania 2, e sono stata eletta deputato per la seconda volta. Dall'8 maggio 2008 sono Ministro per le Pari Opportunità, nel Governo Berlusconi IV.




(Intervista a Mara Carfagna di Lupo Sordo, dal blog: http://tanuccio-diariodibordo.blogspot.com/)
Buona sera Ministro, come va dopo la sua nomina?
Sono molto contenta, questo è stato il premio di tanti anni di duro lavoro.
Oddio, tanti anni... C'è gente che per avere la sua carica ha fatto molta più gavetta. Ricordiamo ai lettori che lei è del '75.
Silvio ha voluto dare un segnale forte dando una carica così importante ad una ragazza giovane come me. Poi sfatiamo i miti che le vallette sono tutte stupide, io ne ho conosciute di intelligenti.
Ma io non ho detto questo.
Vi conosco a voi comunisti, sempre ad alludere...
Scusi ministro, ma io non ho alluso alla sua professione di modella e valletta.
Sì, dite sempre così e intanto la famiglia si sgretola... Lo sa che io credo ai valori della famiglia?
Brava.
Grazie.
Visto che ha tirato fuori questo argomento. Come pone il valore della famiglia con le foto che la ritraggono in pose osé?
Io non ho mai posato per foto osé.
Ma la foto che ho messo nel blog dice il contrario.
E secondo lei quella è una foto osé? Ma lo vede come vanno in giro le ragazze al giorno d'oggi! Era solo un omaggio ad una parte della famiglia: le figlie.
Dica quello che vuole, ma a me quella mi pare una boccia.
Non è una boccia, è solo una parte del corpo che deve avere la stessa opportunità delle altre parti...
Sarà...
E' così e non contorci la realtà come tutti i comunisti.
Passiamo alla sua futura attività di ministro. Cosa ha intenzione di fare per le pari opportunità?
Innanzi tutto, visti i miei valori... L'ho detto che credo nella famiglia?
Sì, l'ha detto.
Dicevo, visti i miei valori, darò l'opportunità a tutte le donne di farsi una famiglia.
Mi sembra giusto, incentivare la famiglia che non riesce ad arrivare a fine mese.
A fine mese? Macché! Farò sgravi sugli abiti da sposa...
Sugli abiti da sposa?
Non ha visto come sono belle le donne con il vestito bianco?
Sì, per cartà, sono belle, ma se non arrivano a fine mese, come possono fare? Mica possono mangiare gli abiti da sposa?
Adesso mangiate gli abiti da sposa!?!? Non vi bastavano i bambini!?!?!
Intendevo dire che bisognerebbe aiutare la famiglia con incentivi per potersi comprare una casa, tirare avanti fino a fine mese e poter mettere da parte qualcosa. Che ne so, tipo incentivi e sgravi.
Quelli non servono...
Come non servono?
Basta che la donna si fa furba e si sposi uno coi soldi.
Non penso che tutte le donne italiane lo possano fare.
Se si fanno comandare da sentimenti come l'amore io che ci posso fare... Cazzi loro!
Cambiamo argomento. Sulle pari opportunità nel lavoro cosa ha intenzione di fare?
Ah! Questo è il mio forte!!!
E ci renda partecipe.
Darò a tutte le vallette l'opportunità di sposare un calciatore famoso!
Un calciatore famoso?
Sì, ci sono troppe vallette che stanno con calciatori di serie B o peggio di serie C... E la pubblicità? I servizi su "Chi"? Dove li mettiamo??
Mi scusi ministro, ma ci sono tante donne che non fanno le vallette. Tra le donne ci sono ingegneri, impiegate, commesse, cassiere, infermiere, dottoresse, etc... Come si comporterà con queste che sono la maggior parte?
Guardi... Se hanno scelto un lavoro sfigato non è colpa mia... Probabilmente non avevano il fisico per apparire in TV.
Prima di salutarla le posso dire una cosa?
Certo.
Lo sa che è proprio gnocca?
Dice? Le piace come sono vestita? Me l'ha consigliato Silvio...
No con questo vestito, nella foto che ho messo sul blog è proprio gnocca...
Sì, ma quella non è una boccia...

Se puede

Alle 15 chiuderanno le urne e sapremo... Sono un po' in ansia anche se, in realtà, nessun risultato potrebbe rendermi realmente felice. Spero solo che la sinistra (arcobaleno) tenga duro e che ci rimanga almeno la speranza di poter ricostruire qualcosa a partire da domani.
E se poi dovesse andare proprio male potremo sempre andare in Spagna da dove Zapatero non finisce mai di sorprenderci favorevolmente facendo quello che in Italia non si può neanche sognare.

"il manifesto" del 13 Aprile 2008
Italia-Spagna
«Se puede»?
Micaela Bongi

Peccato. Anzi, per fortuna. Tireranno un sospiro di sollievo i leader nostrani, ché il giuramento di Josè Luis Rodriguez Zapatero capita proprio nel giorno di silenzio elettorale. Nessun commento, nessuno che possa dire: bravo, farò altrettanto; o anche: lo farei, però... Nove donne su un governo di diciassette ministri, un «sorpasso» storico, e viene battuto anche il precedente record spagnolo. La trentasettenne Carme Chacón, capolista dei socialisti catalani alle politiche, promossa poi al ministero della difesa con il suo pancione al settimo mese. Un bel colpo per i generali. La radicale Emma Bonino quel dicastero lo ha a lungo sognato. Ma si è dovuta limitare a sognarlo, e purtroppo non perché troppo pacifista. Non è tanto questione di quote sì-quote no. Per poter compiere questo passo Zapatero ha avuto il terreno arato. Arato dal precedente governo Zapatero, dove le donne, per numero e per peso, non hanno semplicemente svolto un ruolo di immagine, di fiocchetto rosa appuntato sul bavero. E sebbene il Psoe non abbia stravinto, con la riconferma il premier socialista e «feminista», come viene chiamato dal 2004, ha potuto fare anche di più, passando da otto ministre a nove. Quell'esperienza può dunque consolidarsi e ulteriormente scavare, modificare e non ridursi a immagine o spartizione di potere e il discorso è chiuso.
I partiti italiani o meglio i loro leader maschi, non badano molto nemmeno all'immagine. O meglio, se ne dimenticano presto. Discutono sì di percentuali, offrono graziosamente quote, appunto, alternanza uomo donna nelle liste, quando va bene, e senza neanche rispettarla fino in fondo. Poi quando va male c'è Silvio Berlusconi. Nel 2006, nel corso del faccia a faccia finale con Romano Prodi da Vespa, tirò fuori la teoria del tinello, in base alla quale le donne in politica scarseggiano perché «non vogliono lasciare la famiglia e trasferirsi a Roma per cinque giorni a settimana». Lasciò di sasso anche parecchie parlamentari forziste e leghiste. Poi per correggersi, il leader di Arcore levò un'ode alle donne «madri e spose» e in conclusione infilò la perla sulla «categoria che abbiamo tanto aiutato», le donne, appunto. In quell'occasione Prodi non brillò: non trovò il modo di rispondere e balbettò anche sul numero di ministre che avrebbe avuto il suo governo dopodiché si assestò sul classico 33 per cento. Alla fine però la percentuale non fu rispettata, le ministre furono sei su venticinque dicasteri - con quello della famiglia inventato apposta per sistemare Rosy Bindi - e una sola, Livia Turco, con portafoglio. Lo stesso premier non esitò a dirsi dispiaciuto, ma certo con tanti appetiti da accontentare come si poteva fare di più? Già allora Zapatero era molto lontano: le due ministre senza portafoglio che provarono a fare qualcosa, e neanche tanto viste le contrapposizioni e il compromesso finale sui Dico, sono state abbattute da un'altra donna, Paola Binetti.
Nella campagna elettorale appena conclusa non è andata molto meglio, anzi. Altro che gli attacchi all'«incompetenza» di Ségoléne Royal che si proponeva come «madre» per i francesi o le rughe di Hillary Clinton: donne a una passo dalle più alte cariche di governo del resto non se ne vedono. Il leader del Pdl ha dato il peggio di sé: la giovane precaria istruita su come sposare un milionario, le soubrette con le quali «bisogna fare altre cose» piuttosto che la politica, le battute su «io e Fini siamo superman ma certi traguardi sono impensabili anche per noi» a proposito delle presunte fidanzate messe in lista. Un tipo così è troppo? Lo si vedrà il 14 aprile. Ma per il momento, come fece nel 2006, Berlusconi ha promesso: un terzo di ministre donne.
E Walter Veltroni? «Se puede hacer», come era scritto un mese fa sul sito del Pd a commento delle elezioni spagnole? Nomi di eventuali ministri il candidato democratico ne ha fatti pochi, assicura che il suo, nel caso di vittoria, sarà «il governo con la più alta percentuale di donne nella storia della repubblica», senza ulteriori precisazioni. Ma ha già ottenuto un imbarazzato «rifletterò» da Anna Maria Artoni, «nominata» ministra evidentemente senza esserne informata. Dunque, solo per spot?
micaela bongi